Anthropic supererà OpenAI
PRO O CONTRO?
Il dibattito pubblico su un possibile sorpasso di Anthropic su OpenAI, alla data del 16 aprile 2026, non si concentra su un unico indicatore, ma su una pluralità di fattori: adozione enterprise, ricavi, qualità tecnica dei modelli, diffusione tra i consumatori, capacità di calcolo, accesso al cloud, posizionamento regolatorio e credibilità sulla sicurezza. È proprio questa molteplicità di criteri a rendere la questione complessa e difficile da ridurre a una risposta netta.
IL DIBATTITO IN 2 MINUTI:
Anthropic stringe su OpenAI nei pagamenti business e la rincorsa non è più teorica.
OpenAI unisce scala consumer, enterprise e API in un ecosistema ancora più esteso.
Glasswing e Mythos rafforzano l’idea di Anthropic come partner prudente per settori critici.
Uso business, ricavi, utenti, valutazione e compute non raccontano la stessa classifica.
Anche se su parametri diversi, il sorpasso di Anthropic su OpenAI è plausibile.
I vantaggi tecnici tendono a essere temporanei e rapidamente erosi dalla concorrenza, è difficile fare una classifica stabile.
L’enterprise ad alta intensità può premiare Anthropic
La tesi favorevole più solida non sostiene che Anthropic abbia già superato OpenAI in senso assoluto. Piuttosto, evidenzia come Anthropic stia emergendo come il candidato più credibile a guidare il segmento oggi più rilevante per i ricavi ad alto margine: quello enterprise. In particolare, si tratta degli ambiti in cui l’intelligenza artificiale non è utilizzata come semplice chatbot, ma come strumento operativo per coding, lavoro agentico e automazione di processi professionali complessi.
I dati più recenti supportano questa lettura. Secondo il Ramp AI Index, il 30,6% delle imprese clienti di Ramp paga prodotti Anthropic, contro il 35,2% che paga OpenAI. Il divario si è ridotto rapidamente: da 11 punti percentuali a febbraio a 4,6 punti in soli due mesi. Anche il “Financial Times” conferma questo trend, sottolineando come Anthropic stia guadagnando terreno tra i clienti business paganti, trainata soprattutto dal successo di Claude Code e da un ritmo di crescita superiore a quello del rivale. Non si tratta ancora di un sorpasso, ma il cambiamento è significativo: Anthropic è passata da outsider promettente a concorrente diretto nel breve periodo.
Questa dinamica recente si inserisce in una traiettoria già visibile nel medio periodo. Il report di Menlo Ventures per il 2025 stimava che Anthropic detenesse il 40% della spesa enterprise in API LLM, contro il 27% di OpenAI, con una quota ancora più elevata – pari al 54% – nel segmento del coding. Questo dato è centrale perché indica dove si concentra il valore economico: non nella popolarità generale, ma nel lavoro software, considerato il primo “killer use case” su larga scala.
In questo contesto, Anthropic ha rafforzato il proprio posizionamento tecnico. Claude Opus 4.6 è stato presentato come un modello di riferimento per coding, agenti e lavoro professionale, con vantaggi dichiarati in diverse valutazioni orientate all’uso reale. Se il mercato enterprise tende a premiare le soluzioni che riducono in modo concreto tempi e costi, ad esempio nelle attività di sviluppo, test, manutenzione e analisi documentale, allora il vantaggio di Anthropic in questi ambiti può tradursi direttamente in maggiore domanda.
A ciò si aggiunge un cambiamento di scala che rende questa crescita più credibile. Nel febbraio 2026 Anthropic ha raccolto 30 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione di 380 miliardi. Pochi mesi dopo ha dichiarato un run-rate superiore a 30 miliardi, oltre 1.000 clienti enterprise con spesa annua superiore al milione di dollari e un nuovo accordo con Google e Broadcom per l’accesso a grandi capacità di calcolo basate su TPU. Parallelamente, l’azienda sottolinea la propria presenza sulle tre principali piattaforme cloud globali: AWS, Google Cloud e Microsoft Azure.
In sintesi, non si afferma che Anthropic abbia già superato OpenAI su tutte le dimensioni. Si sostiene però che, se il mercato dell’IA si sta spostando dal “modello più diffuso” al “modello che entra realmente nei processi produttivi”, Anthropic appare oggi il concorrente con la traiettoria più coerente per trasformare il proprio vantaggio nel coding in una leadership più ampia nel mercato enterprise.
Madeleine Maresca, 17 aprile 2026
OpenAI conserva una superiorità di scala che Anthropic non ha ancora colmato
La tesi contraria parte da una constatazione di fondo: la crescita di Anthropic non implica automaticamente un indebolimento del vantaggio complessivo di OpenAI. Le due dinamiche possono coesistere. I dati più recenti di OpenAI indicano infatti una scala operativa ancora difficilmente comparabile. Nella nota dell’8 aprile 2026, l’azienda afferma che il segmento enterprise rappresenta oltre il 40% dei ricavi, che Codex ha raggiunto 3 milioni di utenti attivi settimanali e che le API processano più di 15 miliardi di token al minuto. A questo si aggiungono circa 2 miliardi di dollari di ricavi mensili (circa 24 miliardi annualizzati) e un round da 122 miliardi di dollari, con una valutazione di 852 miliardi.
Questi numeri non annullano la crescita di Anthropic, ma indicano che OpenAI continua a operare su una scala superiore in termini di liquidità, capacità distributiva, base utenti e ampiezza dell’offerta. In altre parole, il vantaggio non è solo tecnico, ma sistemico.
Il punto centrale della tesi contraria è proprio questo: OpenAI non compete come semplice produttore di modelli, ma come piattaforma integrata. ChatGPT rappresenta il canale di accesso consumer; le API servono gli sviluppatori; Codex presidia il coding; Frontier è pensato per gli agenti enterprise. Il tutto è sostenuto da partnership cloud e da una crescente presenza nei contesti istituzionali. Questa integrazione consente a OpenAI di trasformare ogni avanzamento tecnico in distribuzione, prodotti e ricavi su larga scala.
L’accordo con Amazon rafforza ulteriormente questa posizione. L’intesa prevede investimenti per circa 50 miliardi di dollari, l’utilizzo di circa 2 gigawatt di capacità Trainium e la distribuzione di OpenAI Frontier come terzo cloud sull’infrastruttura AWS, oltre allo sviluppo di modelli personalizzati per l’ecosistema Amazon. Questo tipo di alleanza evidenzia come OpenAI continui a consolidare il proprio vantaggio infrastrutturale e commerciale.
Anche sul piano politico-istituzionale emergono elementi a favore di OpenAI. Con il documento Industrial policy for the Intelligence Age, l’azienda si propone non solo come fornitore tecnologico, ma come attore in grado di contribuire alla definizione delle priorità industriali e regolatorie dell’era dell’IA. Questo aspetto è rilevante perché la leadership nei sistemi generalisti non dipende esclusivamente dalla qualità dei modelli, ma anche dalla capacità di essere percepiti come infrastruttura centrale e difficilmente sostituibile.
Dunque, la crescita di Anthropic è evidente e può fare avanzamenti significativi in specifici segmenti. Tuttavia, finché OpenAI manterrà un vantaggio complessivo in capitale, distribuzione, integrazione di piattaforma e influenza istituzionale, parlare di un sorpasso globale risulta prematuro.
Madeleine Maresca, 17 aprile 2026
La sicurezza come prodotto e come governance può spostare il mercato
Una seconda tesi favorevole sposta l’attenzione dai benchmark tecnici alla fiducia istituzionale. Secondo questa prospettiva, Anthropic sta cercando di costruire un vantaggio competitivo non solo sulle prestazioni dei modelli, ma sulla propria credibilità come attore responsabile nella gestione dei rischi. L’idea centrale è che la capacità di limitare volontariamente la diffusione di tecnologie avanzate, quando ritenute potenzialmente pericolose, possa diventare un elemento distintivo sul mercato.
Questo approccio è emerso chiaramente con Project Glasswing e con il dossier tecnico su Claude Mythos Preview. In queste iniziative, Anthropic ha descritto l’attuale fase come un possibile “punto di svolta” nella cybersecurity, evidenziando come modelli avanzati possano individuare e sfruttare vulnerabilità in software critico. Di conseguenza, l’azienda ha scelto una distribuzione iniziale limitata a partner selezionati, accompagnata da meccanismi di coordinamento difensivo. Nella lettura favorevole, questa strategia può rafforzare la reputazione di Anthropic presso soggetti ad alta sensibilità al rischio, come banche, grandi imprese, infrastrutture critiche e autorità pubbliche, dai quali dipendono i contratti enterprise più stabili e duraturi.
La dimensione regolatoria rafforza ulteriormente questa interpretazione. Un’analisi di “Wired” mostra come il confronto tra Anthropic e OpenAI si sia esteso al tema della responsabilità legale. In Illinois, OpenAI ha sostenuto una proposta di legge volta a limitare la responsabilità dei laboratori in alcuni scenari di danno grave, mentre Anthropic si è opposta, giudicandola troppo favorevole alle imprese. Per i sostenitori di questa tesi, non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un segnale politico: due aziende che operano nello stesso settore propongono visioni diverse su come distribuire i rischi e le responsabilità.
In un contesto in cui l’International AI Safety Report 2026 evidenzia che le capacità dei sistemi stanno evolvendo più rapidamente della capacità di valutarle e governarle, il posizionamento “più orientato all’accountability” può assumere un valore concreto. Non solo come elemento etico o reputazionale, ma come fattore che incide direttamente sulle scelte di acquisto, soprattutto nei settori più regolati e sensibili.
Questa tesi non ignora le critiche. Il “Guardian” ha osservato che l’enfasi sulla sicurezza può anche funzionare come strumento di posizionamento e costruzione della fiducia e che parte della comunità chiede verifiche indipendenti più solide. Tuttavia, proprio il fatto che il dibattito si sia spostato su questi temi è considerato significativo. Per i sostenitori della tesi favorevole, Anthropic non è più soltanto un produttore di modelli competitivi, ma un attore che tenta di trasformare prudenza, distribuzione controllata e accountability in un vantaggio commerciale.
In questa prospettiva, se regolazione e rischio cyber diventeranno fattori centrali nelle decisioni di appalti, la strategia di Anthropic potrebbe consentirle di superare OpenAI almeno nei mercati più sensibili, caratterizzati da elevati requisiti di fiducia istituzionale.
Madeleine Maresca, 17 aprile 2026
Il sorpasso è solo una lettura dipendente dalla metrica
Un secondo argomento contrario sottolinea che la tesi del sorpasso di Anthropic è spesso costruita selezionando le metriche più favorevoli. I dati citati non sono necessariamente comparabili tra loro e riguardano ambiti specifici. Ad esempio, il Ramp AI Index misura i pagamenti business delle aziende clienti della piattaforma Ramp, non l’intero universo dell’adozione dell’intelligenza artificiale. Allo stesso modo, le analisi del “Financial Times” si concentrano sui clienti business paganti, senza includere la totalità degli utenti o dei ricavi consolidati. Questa eterogeneità delle metriche rende difficile trarre conclusioni univoche. Anche OpenAI, in un memo riportato da “The Verge”, contesta la comparabilità di alcuni dati diffusi da Anthropic, in particolare il run-rate, sostenendo che si tratti di indicatori non direttamente omogenei rispetto ai propri. Il punto, quindi, non è mettere in dubbio la crescita di Anthropic – ormai ampiamente riconosciuta – ma valutare se da questa crescita si possa dedurre un “sorpasso” complessivo senza distinguere tra variabili diverse: spesa enterprise, ricavi mensili, dati annualizzati, utenti attivi, quota cloud o valutazioni private.
Il quadro si complica ulteriormente considerando le percezioni del mercato. Secondo una ricostruzione di “Reuters” ripresa da “Channel News Asia”, alcuni investitori di OpenAI hanno espresso dubbi sulla valutazione e sulla strategia della società. Tuttavia, questo non implica che Anthropic sia già in posizione dominante: indica piuttosto che la competizione è diventata più aperta e incerta. Parallelamente, OpenAI continua a rivendicare dati molto solidi, tra cui ricavi mensili pari a circa 2 miliardi di dollari e una crescita descritta come più rapida rispetto a quella delle grandi piattaforme internet del passato.
La coesistenza di queste due letture evidenzia l’instabilità della situazione attuale. Da un lato emergono segnali di possibile erosione del vantaggio di OpenAI; dall’altro permane una scala commerciale difficilmente eguagliata. In questo contesto, la domanda se Anthropic supererà o meno OpenAI funziona come strumento di dibattito, ma non descrive un fatto già consolidato.
A rafforzare questa cautela interviene anche lo Stanford AI Index, che osserva come i modelli di frontiera stiano diventando sempre più simili tra loro e come i benchmark tradizionali spieghino sempre meno le differenze reali di mercato. Se le prestazioni tecniche convergono, il risultato finale dipende sempre di più da come si scelgono e si interpretano gli indicatori.
Madeleine Maresca, 17 aprile 2026
Il divario di capitale e compute si è ridotto abbastanza da rendere plausibile il sorpasso
Per molti mesi, l’obiezione principale alla possibilità di un sorpasso di Anthropic è stata chiara: anche con modelli competitivi, l’azienda non avrebbe avuto capitale, capacità di calcolo e distribuzione sufficienti per superare OpenAI. Proprio questo ostacolo si sta ridimensionando più rapidamente del previsto.
Sul piano finanziario, la raccolta da 30 miliardi di dollari e la valutazione di 380 miliardi non pongono ancora Anthropic allo stesso livello di OpenAI, ma segnano un cambio di fase. L’azienda non è più percepita come un attore in cerca di risorse per sostenersi, bensì come una realtà che può allocare capitali su strategie di crescita definite. Il dato comunicato il 6 aprile 2026 – un run-rate superiore a 30 miliardi di dollari e oltre 1.000 clienti enterprise con spesa annua superiore al milione – rafforza l’idea che la crescita non sia più soltanto una scommessa finanziaria, ma una dinamica supportata da una base operativa concreta.
Anche sul fronte del calcolo, la posizione di Anthropic appare oggi più solida rispetto al passato. Oltre alla collaborazione storica con AWS, l’azienda ha consolidato la propria presenza su Google Cloud e Microsoft Azure, affermando di essere l’unico fornitore di modelli di frontiera disponibile su tutte e tre le principali piattaforme cloud globali. L’accordo con Google e Broadcom per l’accesso a capacità TPU su larga scala, insieme alle partnership precedenti con Microsoft e NVIDIA, suggerisce un passaggio da una condizione di dipendenza a una strategia “multicloud”. In un contesto in cui il compute (ossia, la capacità di calcolo disponibile) rappresenta una leva strategica tanto quanto gli algoritmi, questa diversificazione riduce uno dei principali limiti strutturali che potevano frenare la crescita di Anthropic.
Esiste, inoltre, un elemento economico legato al modello di crescita. A differenza di OpenAI, fortemente esposta anche al segmento consumer, Anthropic sembra meno vincolata ai costi di gestione di una base utenti ampia e spesso a basso margine. La sua espansione appare invece più concentrata su clienti enterprise che investono direttamente in capacità produttive. Questo non implica automaticamente fondamentali migliori, ma suggerisce una possibile maggiore efficienza nella conversione delle prestazioni tecniche in ricavi.
I segnali provenienti dal mercato – come l’accelerazione rilevata dal Ramp AI Index e riportata dal “Financial Times” – indicano che una parte delle imprese sta già orientando le proprie scelte in questa direzione. In questo scenario, il “sorpasso” non coinciderebbe con la replica del modello di crescita consumer di ChatGPT, ma con l’affermazione di un paradigma diverso: un leader focalizzato sulla qualità dell’implementazione, sull’integrazione nei flussi di lavoro e sulla spesa enterprise ad alta intensità.
Madeleine Maresca, 17 aprile 2026
La leadership tecnica è troppo mobile per decretare un vincitore stabile
Una parte rilevante della narrazione favorevole ad Anthropic si basa sull’idea che modelli come Claude Opus 4.6 e, più recentemente, Mythos Preview abbiano consolidato un vantaggio nel coding e nel lavoro agentico (ossia, nella capacità dei sistemi IA di agire in modo autonomo o semi-autonomo). Tuttavia, questa interpretazione si scontra con una caratteristica strutturale del settore: i vantaggi tecnici tendono a essere temporanei e rapidamente erosi dalla concorrenza.
OpenAI, ad esempio, presenta GPT-5.2 come uno stato dell’arte in diversi ambiti, tra cui lavoro professionale, gestione di contesti complessi e coding. Anthropic risponde con aggiornamenti successivi come Opus 4.6 e Mythos. In parallelo, lo Stanford Institute for Human-Centered Artificial Intelligence osserva che i modelli di frontiera stanno diventando sempre più simili tra loro su molte metriche e che le capacità agentiche stanno migliorando a ritmi accelerati. In un contesto così dinamico, trasformare una fase temporanea di vantaggio nei benchmark in una superiorità strutturale risulta rischioso.
Anche il tema della sicurezza, spesso percepito come un punto di forza di Anthropic, appare meno univoco se osservato da vicino. Il rapporto di cross-evaluation pubblicato da OpenAI il 27 agosto 2025 sostiene che, nei test effettuati, i modelli di reasoning di OpenAI risultavano allineati “in modo equivalente o migliore” rispetto a quelli di Anthropic su diverse dimensioni. Allo stesso tempo, l’International AI Safety Report 2026 sottolinea l’esistenza di un significativo “evaluation gap”: risultati elevati nei test non garantiscono automaticamente comportamenti affidabili o sicuri in contesti reali. Questo implica che nessuna delle due aziende può rivendicare un vantaggio definitivo né sulle capacità né sulla sicurezza.
Il caso Mythos offre un esempio concreto di questa ambiguità. Per Anthropic, la scelta di limitare la distribuzione del modello rappresenta la prova di aver raggiunto una nuova frontiera tecnica, tale da richiedere un utilizzo controllato. Tuttavia, alcuni osservatori interpretano la stessa decisione in modo diverso, evidenziando possibili limiti nella verificabilità indipendente, una strategia di comunicazione mirata o difficoltà nel rendere il sistema scalabile su larga scala.
In sintesi, la tesi contraria non nega che Anthropic abbia sviluppato vantaggi reali in specifici ambiti, come il coding o il lavoro agentico. Sostiene però che la velocità di evoluzione dei laboratori di frontiera, la crescente fragilità dei benchmark come strumento di confronto e la distanza tra capacità dimostrate e valore economico stabile rendano prematuro interpretare questi vantaggi come una nuova gerarchia consolidata del settore.
Madeleine Maresca, 17 aprile 2026