Matteo Salvini è un buon ministro dell’Interno

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Dopo il successo ottenuto dalla Lega alle elezioni del 4 marzo 2018, dove il partito di Matteo Salvini ha ottenuto il primato nella coalizione di centro-destra, il 1° giugno dello stesso anno si è giunti alla formazione del nuovo governo Lega-Movimento 5 Stelle e alla presidenza del prof. Giuseppe Conte. Nella formazione di governo, Matteo Salvini, oltre a ricoprire la carica di vicepresidente del Consiglio dei ministri, è diventato ministro dell'Interno. Tra i temi principali discussi da Salvini durante la compagna elettorale: sicurezza (terrorismo, immigrazione, legittima difesa etc.); flat tax e altri provvedimenti per l'abbattimento delle tasse; welfare (azzeramento della riforma Fornero etc.).
Tra i casi che più fanno discutere pertinenti l’operato del ministro dell’Interno: il rifiuto di far sbarcare gli immigrati a bordo della nave Diciotti nell'agosto 2018 (caso aperto dalla procura di Agrigento e passato per i tribunali di Palermo e Catania), la questione razzismo negli stadi, la strategia comunicativa (attuata specialmente tramite social network) e il Decreto Sicurezza del 4 ottobre 2018.

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01

Il frequente utilizzo dei social network da parte di Salvini punta a una maggiore informazione nei confronti del cittadino su importanti questioni del Paese

FAVOREVOLE

Le modalità di comunicazione di Matteo Salvini puntano a informare i cittadini sui risultati ottenuti in seguito ad azioni compiute dalle forze armate. Ed è allo stesso tempo inaccettabile sostenere che il ministro possa danneggiare e compromettere indagini e arresti con i suoi comunicati sui social, quando queste comunicazioni vengono effettuate solo in seguito a notizie ufficiali ricevute dagli alti gradi degli organi di polizia.
Inoltre, mira a creare con i cittadini una relazione diretta, priva di intermediazioni, e farli sentire più vicini alle istituzioni.

CONTRARIO

L'atteggiamento e il modo di comunicare di Matteo Salvini come ministro sono inaccettabili. Non solo perché spesso, attraverso le sue dichiarazioni e i suoi comportamenti, sembra sentirsi a capo dell'intero Consiglio dei ministri ma anche per i suoi continui dietrofront che fanno perdere di credibilità l'Italia. È evidente come stia cercando far leva sulle paure degli italiani, cercando di sfruttarle lanciando slogan che incitano alla rabbia e alla violenza.
La sua campagna di comunicazione aggressiva, violenta e a tratti razzista si maschera dietro messaggi apparentemente schietti e rassicuranti. Lo si vede anche nel tipo di relazione che sta strutturando coi cittadini, ovvero l’utilizzo sistemico, a volte molte oltre misura, dei social, con i quali evita qualunque intermediazione. Anche in quest'ambito, va sottolineato come oltre alla tendenza inopportuna di prendersi il merito di operazioni di polizia e indagini giudiziarie, rischi anche di comprometterle pubblicando notizie sui suoi profili social non rispettando le tempistiche previste da forze armate e Magistratura nello svolgimento del loro lavoro.

 
02

Sindaci e altre cariche politiche dovrebbero applicare il Decreto Salvini senza polemiche poiché importante per la sicurezza

FAVOREVOLE

I sindaci dovrebbero non solo applicare il decreto Sicurezza ma anche considerarlo un importante provvedimento per risolvere gravi problemi in tema di immigrazione, sicurezza, tutela dell’ordine pubblico e del decoro urbano del Paese. Parlarne come di un provvedimento criminogeno è fuorviante; criminogena, semmai, è l’idea di una immigrazione illimitata, avuta negli ultimi anni in Italia, la quale ha oggettivamente alimentato il senso di insicurezza e il disagio sociale delle comunità locali.
Gli stessi SPRAR, centri comunali per accogliere i migranti, sono diventati uno strumento per gestire esclusivamente l’accoglienza dei richiedenti asilo e non più per favorire l’integrazione dei regolarizzati. Con la cancellazione dei flussi programmati e l’equiparazione tout court tra richiedenti asilo e immigrati economici, il Decreto Sicurezza chiude definitivamente una brutta stagione in tema di sicurezza e immigrazione.
Va aggiunto che, grazie al decreto, c’è stata una riduzione drastica degli sbarchi e dei morti in mare, e per la prima volta ci sono importanti fondi per i rimpatri e risorse maggiori per le forze dell’ordine.

CONTRARIO

Molti sindaci dei comuni d'Italia non riconoscono il Decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini in quanto considerato un provvedimento razzista, disumano e criminogeno. Tale Decreto creerà migliaia di irregolari che non potranno essere rimpatriati e determinerà nuove forme di marginalità ed esclusione sociale verso le persone che arriveranno in Italia, aumentando il rischio di conflitti e rendendo gli immigrati maggiormente esposti alla criminalità, allo sfruttamento e alla propaganda fondamentalista.
La possibilità di revocare la cittadinanza, anche se solo in alcuni casi specifici, rischia di creare le categorie di italiani di serie A e di serie B.

 
03

Alcune dichiarazioni e azioni pubbliche di Matteo Salvini lasciano trasparire una logica razzista e fascista che fomenta odio e violenza

FAVOREVOLE

Salvini non ha alcuna impronta razzista. Non bisogna confondere la sua determinazione e la sua assunzione di responsabilità sul piano della politica dell'immigrazione con atteggiamenti razzisti.
Il problema dei migranti e delle morti nel Mediterraneo esiste da circa trent'anni ma ora Salvini viene additato come unico responsabile di questi tragici eventi. Quella che sta subendo è una campagna di criminalizzazione da parte degli avversari politici che lo accusa di fascismo e razzismo solo per screditarlo ed eliminarlo politicamente. Evocano l’incubo razzismo per applicare l’equazione Salvini uguale nazista, poiché non hanno argomenti forti per contrastare la sua ascesa nei consensi. Insomma, una sorta di razzismo al contrario verso chi, invece, non fa altro che esprimere amore e rispetto per la propria identità nazionale.

CONTRARIO

Salvini è un provocatore e possiede una logica razzista e fascista. Con lui al governo il rischio di attentati islamici in Italia è maggiore. La sua tattica, usata da decenni, è quella di scaricare le responsabilità di una crisi economica sulle classi sociali più deboli, bersagliandole come il nemico (Rom, extracomunitari etc.).
La cosa peggiore è che Salvini è riuscito a rendere il razzismo accettabile anche in un paese come il nostro, storicamente e culturalmente fatto di migranti, banalizzando associazioni mostruose, come ad esempio quella tra extracomunitari e comportamenti criminali.
Salvini non considera che siamo una grande civiltà con una grande cultura, che va preservata con l’umanità e non con l'odio.

 
04

Rifiutare lo sbarco della Diciotti e non interrompere partite di calcio per cori razzisti sono decisioni prese nel rispetto delle leggi

FAVOREVOLE

Le accuse di fascismo, razzismo e nazismo contro Matteo Salvini sono infondate e dettate dall'isteria della Sinistra che cerca di criminalizzare un temuto avversario politico. Il consenso elettorale di Salvini è, infatti, evidente e l'essere indagato per il caso della nave Diciotti non ha fatto che renderlo un eroe vittima di malagiustizia. Nello specifico, il caso non sussiste: Salvini non è un sequestratore, e processare chi, nell’esercizio delle sue funzioni di ministro, ha agito nel pieno rispetto delle leggi e della Costituzione e ottemperato al mandato ricevuto dagli elettori, significa tentare di processare il governo.
La decisione del Tribunale di Catania di procedere nei suoi confronti è un grave caso di “usurpazione dei poteri”, in cui si negano diritti e libertà oltre che l'Autorità dello Stato nella sua configurazione di ripartizione dei poteri.
Sulla questione razzismo negli stadi, poi, la scelta di Salvini di non sospendere le partite nel caso di cori discriminatori va condivisa perché è ingiusto mettere in mano a pochi il destino di tanti e perché è meglio prevenire piuttosto che cedere al ricatto di una frangia minoritaria.

CONTRARIO

Per quanto riguarda il caso della Diciotti, la decisione di tenere in stallo delle persone appena salvate a bordo di una nave, con l'aggravante della presenza di minori, e il seguente rifiuto di accoglierle non sono provvedimenti adottati per problemi di ordine pubblico in senso stretto, bensì per la volontà meramente politica di affrontare il problema della gestione dei flussi migratori. Un atto, quello del ministro Salvini, che viola il principio fondamentale della libertà personale sancito dalla nostra Costituzione. L'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini è dunque legittima e dovrebbe condannare quello che può essere un precedente pericoloso, in quanto potrebbe legittimare atteggiamenti e decisioni simili.
Anche per quanto riguarda gli episodi di razzismo negli stadi, il comportamento e le dichiarazioni del ministro Salvini sono da considerarsi inaccettabili: le partite devono essere sospese in caso di cori razzisti, per evitare inoltre che passi il messaggio che lo spettacolo possa proseguire come se nulla fosse anche di fronte alla discriminazione.

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