Papa Francesco sta guidando una rivoluzione epocale nella Chiesa cattolica

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Jorge Mario Bergoglio (Papa Francesco) viene eletto Sommo Pontefice il 13 marzo 2013, dopo l'eclatante rinuncia al pontificato da parte di Joseph Ratzinger, nel febbraio dello stesso anno.
Se in molti sostengono che il suo insediamento abbia significato una svolta epocale e l'inizio di una vera e propria rivoluzione per la Chiesa cattolica, secondo il parere di altri, nulla è cambiato rispetto al passato, e l'apparente carattere rivoluzionario del pontefice cela in realtà demagogia e autocrazia.
In particolare, gli aspetti su cui si concentra l'operato di Francesco sono: la questione dello IOR, l'Istituto per le opere di religione o semplicemente Banca vaticana, a rischio chiusura; il ruolo della donna all'interno della Chiesa; la pedofilia all'interno delle diocesi; i rapporti con l'Islam; l’immigrazione.

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01

Papa Francesco non ha attuato alcuna rivoluzione nella lotta alla pedofilia

FAVOREVOLE

Papa Francesco è molto impegnato nella lotta alla pedofilia interna alla Chiesa cattolica. Sempre senza venire meno al principio della presunzione di innocenza, ha rispettato la sua promessa di attuare una tolleranza zero verso il fenomeno.
La prima testimonianza in tal senso è data dal caso di Theodore Edgar McCarrick, arcivescovo di 88 anni, cui proprio Francesco ha imposto nel 2018 (per la prima volta dal 1927) di rinunciare al cardinalato perché riconosciuto colpevole di atti di pedofilia. O l'arresto in Vaticano, nel 2014, dell’ex nunzio nella Repubblica Dominicana, il polacco Jozef Wesolowski (è la prima volta che in Vaticano, per pedofilia, viene arrestato un arcivescovo).

CONTRARIO

Papa Francesco sta continuando a fare marcia indietro sulle pratiche contro la pedofilia, appoggiando chi si è macchiato di questo grave peccato.
Lo testimoniano diversi casi, tra cui quello di padre Mauro Inzoli, riconosciuto colpevole per pedofilia nel 2012 e spogliato dell'abito da Benedetto XVI: papa Francesco gli ha restituito il suo stato sacerdotale nel 2014. O la presenza del cardinale belga Godfried Danneels (che nel 2010 si scoprì che tentò di far tacere una vittima abusata da un vescovo) all'interno di un sinodo per la famiglia.

 
02

La strategia del dialogo con l'Islam scelta da papa Francesco è l'unica percorribile per sconfiggere l'odio, la violenza, la guerra e il terrorismo

FAVOREVOLE

Per sconfiggere il terrorismo, papa Francesco predica il “dialogo della vita” con i musulmani e ripudia espressioni come “terrorismo islamico” o “guerra di religione”. Una riconciliazione che respinge la manipolazione politica dei sentimenti religiosi. È questa l'unica alternativa all'odio, alla violenza e alla guerra.
Questo anche perché, in una visione alta della storia millenaria dell’umanità e dell’Alleanza con Dio, l’islam è una religione provvidenziale.
Un sostegno importante va anche ai cristiani d’Oriente. Importante, in questo senso, la visita di papa Francesco all'imam di al-Azhar (2017) e il viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti, nel quale ha incontrato il Grande Imam di Al-Azhar, nel febbraio 2019.
Il cattolicesimo deve fare i conti e confrontarsi sul serio non solo con l'Islam moderato, aperto al dialogo, ma con altre antiche culture, religioni profondamente radicate, filosofie di vita praticate da millenni (buddismo, induismo, janaismo, confucianesimo, shintoismo).

CONTRARIO

La ricerca del dialogo tra Chiesa cattolica e Islam, diventata ormai un'ossessione per papa Francesco, è una scelta pericolosa, in quanto l'Islam considera i cristiani come musulmani ancora non consapevoli della loro identità. Un atteggiamento che mostrerà l'arrendevolezza dei cristiani verso il terrorismo.
Compito del papa dovrebbe essere, invece, quello di convertire anche i musulmani alla fede cristiana, non di legittimare l’islam, a prescindere dalle parole di Allah nel Corano, da ciò che ha detto e fatto Maometto e da ciò che da 1400 anni i musulmani perpetrano per sottomettere l’Europa all’islam.

 
03

Papa Francesco non ha rivalutato il ruolo della donna nella società e nella Chiesa né favorito la parità di genere

FAVOREVOLE

Papa Francesco ha spesso denunciato il carattere maschilista della Chiesa e della società.
La prospettiva che si pone è quella di una rinnovata ricerca antropologica che approfondisca sia l'identità femminile sia quella maschile, al fine di servire meglio l'essere umano nel suo complesso e arrivare a una piena parità di genere.
Ha, inoltre, manifestato il suo desiderio di voler vedere una maggiore presenza femminile negli organi ecclesiastici, come ad esempio all'interno della Commissione teologica internazionale.
Ha più volte ricordato che la Chiesa è femminile, è sposa e madre, e ha denunciato le molte condizioni di sfruttamento che tante donne devono sopportare.

CONTRARIO

La disparità tra uomo e donna all'interno della Chiesa è ancora evidente e nessun cambiamento, a tal proposito, è stato introdotto da papa Francesco.
Le donne non possono prendere decisioni a livello ecclesiale né esercitare il ministero sacramentale e neppure compiere scelte etiche.
È una Chiesa ancora misogina. Va ad esempio notato che dal Concilio, i ruoli specificamente designati come adatti ai laici sono stati deliberatamente chiusi alle donne (i ruoli stabili di accolito e lettore e il diaconato permanente sono stati aperti solo agli uomini laici).
La complicità di papa Francesco in questo fenomeno è resa evidente da un episodio: nell'ottobre 2018, indìce il Sinodo sul ruolo delle donne nella Chiesa e si fa consigliare da 350 maschi celibi.

 
04

Papa Francesco ha avviato una riforma che ha portato miglioramenti interni alla Chiesa, anche sulla questione della Banca vaticana

FAVOREVOLE

Papa Francesco ha avviato una rivoluzione, una riforma irreversibile della Chiesa, un processo di semina che va oltre lo schema “conservatori e progressisti” e che coinvolge giovani e anziani nel messaggio di ripartire da chi è fragile, dalle periferie sociali e spirituali. Oltre a questo, le novità introdotte dalla Costituzione apostolica sono molte: norme aggiornate; istituzione di un consiglio per la sicurezza; istituzione dei master universitari; apertura a studiosi provenienti da sensibilità diverse da quelle solitamente coinvolte; creazione di nuovi centri di ricerca; diminuzione e rinomina dei dicasteri; riforma dello IOR, che rilancia la Banca vaticana e ne fa un punto di forza per la Chiesa.

CONTRARIO

Il radicale cambiamento delle strutture della Chiesa annunciato con l'arrivo di Papa Francesco non si vede. La Curia romana è rimasta ferma dov'era, il consiglio di cardinali che sta lavorando alle riforme ha prodotto ben poco (tre nuovi dicasteri e l'accorpamento di istituzioni già esistenti), lo IOR (Banca vaticana) è rimasto dov'era nonostante gli scandali che lo hanno coinvolto.
L'atteggiamento di Papa Francesco non è rivoluzionario ma eccessivamente autoritario, demagogico e retorico su molti temi (clericalismo, ricchezza, ipocrisia dei cattolici, la stessa banca del Vaticano), spesso autocratico e dittatoriale (chiede obbedienza ai suoi capricci modernisti, e mentre elimina i conservatori della Chiesa, cancella lo spazio dei suoi avversari).

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