L’Uomo è responsabile del riscaldamento globale

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

La teoria del Riscaldamento globale (dall'inglese Global warming) si riferisce all'innalzamento della temperatura media atmosferica della Terra registrato nel corso del XX secolo e tuttora in corso. Il fenomeno viene ormai studiato a livello mondiale in quanto, secondo il parere di molti esperti, le conseguenze prevedono effetti disastrosi di enorme portata per il nostro ecosistema, tanto da mettere in pericolo la vivibilità del pianeta nel futuro prossimo. Tra di essi: lo scioglimento dei ghiacci e il conseguente innalzamento del livello dei mari, alluvioni e fenomeni di erosione lungo le regioni costiere basse, condizioni meteorologiche estreme e un aumento delle precipitazioni, inondazioni e deterioramento della qualità dell'acqua, siccità.
Una parte della comunità scientifica è convinta che il surriscaldamento terrestre sia il risultato delle enormi quantità di CO2 che l'Uomo continua a produrre fin dai tempi della Rivoluzione industriale (metà XIX secolo), mentre altri sono convinti che questo fenomeno faccia parte del normale corso naturale delle cose e che eventi simili sono sempre avvenuti, indipendentemente dal nostro agire.

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Greta Thunberg è un personaggio costruito a tavolino, manovrata da adulti che sfruttano l’immagine della giovane per distrarci da problemi ben più gravi

FAVOREVOLE

Non c'è nessun dubbio sull'autonomia di Greta Thunberg rispetto allo scegliere di intraprendere questa campagna per denunciare il risaldamento globale, e affermare che vi sia qualcuno dietro le sue azioni e dichiarazioni non ha alcun fondamento di verità. L'idea dello sciopero scolastico nacque insieme agli studenti di Parkland, così come è di Greta la decisione di protestare di fronte al Parlamento europeo, dove ha conosciuto per la prima volta quello che sarebbe poi diventato un suo grande sostenitore, l'imprenditore svedese molto sensibile alla questione ambientale Ingmar Rentzhog.
I discorsi li ha sempre scritti di proprio pugno, mentre per quanto riguarda chi accusa i Thunberg di speculare sulla questione attraverso la pubblicazione di un libro che parla di Greta, basta citare il fatto che i profitti del volume andranno a otto diversi enti di beneficenza che lavorano con l’ambiente, i bambini e gli animali.
Va invece sottolineata l'importanza del suo messaggio per tutti i giovani del mondo e, allo stesso tempo, la scomodità dello stesso per tutte le lobby del petrolio che da sempre inquinano il clima e l'aria del nostro pianeta.

CONTRARIO

Greta Thunberg è solo un personaggio costruito a tavolino dagli architetti del globalismo, un'adolescente dietro la quale si nascondono poteri manipolatori che puntano a spostare l'attenzione da problemi ben più gravi rispetto al presunto riscaldamento globale, per distrarre dal conflitto di classe e dalle iniquità economiche.
In particolare, la società “We Do not Have Time”, che ha lanciato Greta come simbolo di una rinascita, ha diverse ambizioni in campo economico legate alla giovane attivista.
In tutto ciò, Greta è solo una vittima inconsapevole di essere sfruttata e conosce ben poco i temi di cui parla. Per un argomento così delicato, infatti, sono necessari pareri esperti e competenti, e non quello di una giovane 15enne svedese che, spinta da molti, evidenzia una netta regressione sul tema.
Ci si chiede, con preoccupazione, fin dove arriverà il cinismo di chi ne sta manipolando e sfruttando l'immagine per calcoli affaristici.

 
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L'Uomo è il maggiore responsabile dell'alta concentrazione di CO2 nell'atmosfera terrestre e del conseguente surriscaldamento del pianeta

FAVOREVOLE

È falso sostenere che il riscaldamento globale dipenda dal sole: le temperature sono aumentate più nell’atmosfera medio bassa che in quella alta, più di notte che di giorno, più in inverno che in estate, più a latitudini alte che basse. La teoria complottista e negazionista chiamata “Climategate”, raccogliendo una serie di fake news, punta a screditare questa verità.
La realtà è che la concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha toccato un picco mai raggiunto prima in migliaia di anni (410 parti per milione, secondo lo studio del 2014 dell’IPCC “ Climate Change 2014. Synthesis Report ”) e che ciò è stato causato principalmente dalle attività dell'Uomo.
Continuando così, entro il 2100 le temperature saliranno di 6-12 grandi, gran parte del ghiaccio si scioglierà e il livello dei mari salirà di 75 metri, inondando le case di un terzo della popolazione globale; intere regioni si trasformeranno in zone desertiche la produttività di cibo rallenterà drasticamente.
Le coste italiane saranno tra le prime a subire drastiche conseguenze (il livello del Mediterraneo e più basso rispetto a quello di altri mari e oceani).
Tra i rischi più pericolosi, quello del rilascio di metano dai ghiacci, vero e proprio punto di non ritorno per l'atmosfera terrestre che comincerebbe a riscaldarsi per conto suo se – a furia di emettere gas serra – superiamo una determinata temperatura.

CONTRARIO

Non esistono prove scientifiche convincenti che il rilascio umano di anidride carbonica, metano o altri gas serra stia causando un riscaldamento catastrofico dell’atmosfera terrestre. Gli scenari apocalittici descritti si basano su dati inattendibili e sono pubblicati da scienziati che, in modo sbrigativo e censorio, etichettano i colleghi in disaccordo come “negazionisti del cambiamento climatico”.
Dietro a tutto ciò vi sono interessi politici e geopolitici, basati su di un programma di deindustrializzazione neo-maltusiano, originariamente sviluppato nei primi anni Settanta da circoli attorno alla famiglia Rockefeller, per impedire l’ascesa di industriali indipendenti rivali.
La realtà più attendibile è che, anzi, il nostro pianeta stia subendo una abbassamento delle temperature, lo testimoniano le recenti temperature basse da record e il fatto che dal 2000 la temperatura sia mediamente scesa di 0,2 gradi.
Se seguita, la teoria del riscaldamento globale porterebbe solo a enormi costi economici, che graverebbero ovviamente sui paesi poveri ma anche sui paesi più industrializzati (bloccati da accordi come quello di Kyoto), in favore invece di paesi in via di sviluppo come la Cina, l'India e il Brasile che non rispetterebbero tali accordi.

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