Ustica, il Dc9 fu abbattuto da un missile

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il 27 giugno 1980 il volo Itavia IH870 perse i contatti con i radar e precipitò nel Tirreno, a largo dell’isola di Ustica. Il Dc9 era partito dall’aeroporto di Bologna, con destinazione Palermo, con quasi due ore e mezza di ritardo. Alle 20:59 e 47 secondi l’aereo di linea scomparve dagli schermi delle torri di controllo e del radar del centro di Roma. Nell’incidente morirono tutti gli 81 passeggeri. Tra le ipotesi sulle cause, ci sono quella di un attacco missilistico esterno e quella di un’esplosione in volo dovuta a una bomba nella toilette del Dc9. Tuttavia, la teoria più accreditata è quella dell’abbattimento per cause esterne. L’inchiesta è stata lunga e difficile, costellata di depistaggi e di silenzi da parte delle istituzioni dei Paesi coinvolti. Le autorità militari italiane, francesi e statunitensi si sono spesso rifiutate di fornire informazioni e documenti. Alcune registrazioni radar sono sparite. In sostanza, il processo su cause e autori della strage non si è mai svolto perché l'istruttoria del giudice Priore, nel 1999, stabilì "ignoti gli autori della strage" e si chiuse con un non luogo a procedere. La procura di Roma ha aperto nuove indagini nel febbraio del 2007, a seguito delle dichiarazioni di Francesco Cossiga, presidente del Consiglio all’epoca dell’incidente. Ci sono state invece diverse sentenze civili nelle quali i giudici hanno confermato che ad abbattere il Dc9 fu un missile e che i depistaggi iniziarono immediatamente dopo l’evento.

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Il volo Itavia IH870 fu abbattuto da un missile

FAVOREVOLE

Daniele Osnato, avvocato dei familiari delle vittime della strage di Ustica, si è sempre battuto per la verità sulla morte delle ottantuno persone che viaggiavano sul Dc9 Itavia IH870 la sera del 27 giugno 1980. Osnato, supportato dalle diverse sentenze civili sul caso, è convinto che sia stato un missile ad abbattere l’aereo di linea.
Nel dicembre del 2017, Brian Sandlin, militare americano che la sera dell’incidente si trovava sulla portaerei statunitense Saratoga, ha rilasciato un’intervista al giornalista Andrea Purgatori, nella quale racconta di due Phantom tornati senza armamenti sulla nave dopo una missione.
Dopo la testimonianza di Brian Sandlin, Daria Bonfietti, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica, è tornata a parlare pubblicamente delle indagini. Per Bonfietti si è ormai vicini alla verità.

CONTRARIO

Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, ha sostenuto da sempre la teoria della bomba nella toilette del Dc9 precipitato vicino Ustica. Per Tricarico, i francesi sono colpevoli del depistaggio sulle cause dell’incidente. Anche Paolo Guzzanti, giornalista ed ex senatore, si è schierato a favore della teoria della bomba. Nel libro Ustica verità svelata porta le prove in merito, collegando l’incidente di Ustica alla Strage di Bologna. Stessa cosa aveva fatto anni prima Giuseppe Zamberletti, ex esponente democristiano, nel libro La minaccia e la vendetta. Ustica e Bologna: un filo tra due stragi. Tra i principali oppositori della teoria del combattimento aereo c’è anche Carlo Giovanardi, esponente di Identità e Azione. Giovanardi ha sempre sostenuto che ad abbattere l’aereo di linea, partito da Bologna e diretto a Palermo, è stata una bomba posizionata nella toilette. Un atto terroristico, probabilmente di matrice palestinese.
Stessa ipotesi è portata avanti da Eugenio Baresi, antiquario, politico e scrittore, che ha pubblicato nel 2016 il libro Ustica storia e controstoria.

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