Sugar tax

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

La Sugar Tax non è stata inserita nella Legge di Bilancio approvata dal governo Lega-Movimento Cinque Stelle, ma il dibattito è ancora aperto tra medici, nutrizionisti, politici e imprenditori. La Sugar Tax ha come obiettivo quello di aumentare il costo delle bevande zuccherate del 20%, con lo scopo di disincentivarne l’acquisto e combattere così l’obesità infantile, riducendo anche i costi delle spese sanitarie. Il ricavato da questa tassazione si stima ammonti intorno ai duecentocinquanta milioni di euro. Oltre al sovrapprezzo, si dibatte anche sull’introduzione di un’etichetta a “semaforo”, che avverta dei rischi di obesità e su una restrizione della vendita di bibite ad alto contenuto di zuccheri nei luoghi frequentati dai bambini. L’incasso potrebbe addirittura arrivare ai quattrocentosettanta milioni, ma la cifra sembra essere sovrastimata considerando l’esperienza inglese. Continuare a tassare i prodotti in commercio in un periodo di crisi economica può essere un valido mezzo per contrastare la cattiva alimentazione? Quali sono gli svantaggi per le aziende italiane che producono queste bevande? Queste fra le principali domande poste dagli scettici della Sugar Tax, una misura controversa che però è stata già adottata in molti Stati (Gran Bretagna, Francia, Irlanda, Belgio, Portogallo, Finlandia, Ungheria, Messico, Cile e città come Filadelfia e Berkeley negli Stati Uniti).

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La tassa sugli zuccheri può contrastare l’obesità e le malattie legate alle cattive abitudini alimentari

FAVOREVOLE

Ad aderire alla campagna a favore dell’introduzione di una tassa sugli zuccheri aggiunti nelle bibite ci sono molti medici, nutrizionisti, dietisti ed esponenti di società scientifiche. Molti esperti (come si legge su “Il Fatto Alimentare”) la ritengono uno strumento efficace per contrastare la crescente obesità infantile. Inoltre, permette di sanare i costi sulla Sanità portati dai molti pazienti obesi. L’esperta Margherita Caroli ritiene che sia utile tassare gli alimenti dannosi, in favore di quelli sani. Per l’attivista Damiano Iulio la Sugar Tax è un’occasione mancata perché avrebbe portato entrate utili nelle casse dello Stato Italiano. Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, ritiene che la tassa sia utile se applicata al 20%. L’Onorevole Carla Ruocco, infine, afferma che la Sugar Tax sia valida perché invia un forte segnale alle aziende produttrici di bibite.

CONTRARIO

Contrari alla decisione di tassare del 20% le bevande zuccherate Coldiretti, Confagricoltura e Federalimentare, preoccupati per i rischi che corre il Made in Italy contro le grandi multinazionali. La Sugar Tax, testata già all’estero, si è dimostrata inefficace nel contrasto della crescente obesità. Inoltre, l’Italia non versa in situazione di rischio: è il terzo paese con meno obesità dell'area  Ocse, dopo Giappone e Corea. Il giornalista Guglielmo Pepe si schiera contro la Sugar Tax, definendola “l’ennesimo balzello”. Contro la tassa anche la conduttrice Elenoire Casalegno, il divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone e il giornalista Nicola Porro, più favorevoli ad un’educazione alimentare ben strutturata. Infine, tra i sostenitori del “no” c’è il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, da sempre contrario alla Sugar Tax e all’etichetta a semaforo. Dubbi sulla manovra aleggiano anche tra i suoi sostenitori, preoccupati sul futuro utilizzo degli introiti. Tra essi, troviamo Roberto La Pira, che in un articolo afferma che la Sugar Tax non deve servire a fare cassa, e il ministro Marco Bussetti, che propone di riutilizzare i fondi per l’Università e la Ricerca.

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