Ritorno al nucleare

L’energia nucleare e i suoi usi civili e militari ha da sempre generato un dibattito globale. Riaprono la discussione sui pro e i contro del nucleare, la crescita del prezzo delle energie fossili a partire dal 2005, la dipendenza dai paesi esportatori, oltre alla realizzazione dei primi reattori nucleari a fusione per eliminare il problema delle scorie e dei rischi legati alle reazioni nucleari.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - Gli organi d’informazione nascondono ai cittadini le verità scientifiche sulla sicurezza e la convenienza del nucleare civile

02 - Il nucleare non conviene ed è dannoso per la salute e per l'ambiente: intervista ad Angelo Baracca

Angelo Baracca, docente in pensione di Fisica Teorica dell’Università di Firenze, autore di numerose pubblicazioni sul nucleare, da tempo impegnato sul tema dell’impiego sia militare che civile del nucleare, intervistato dalla Redazione Pro\Versi, sfata alcuni luoghi comuni sulla convenienza di un ritorno al nucleare e, anzi, sostiene con forza la necessità di abbandonarlo definitivamente.

03 - Le scorie radioattive rappresentano un problema

Franco Battaglia afferma che: “la pericolosità delle scorie […] è minima ed è destinata a ridursi nel tempo”. Su “zonanucleare.com” si legge che “sono al vaglio diverse soluzioni tecniche per il corretto stoccaggio e lo smaltimento delle stesse”, dal riprocessamento all’invio delle scorie sul sole, dallo smaltimento nei fondali marini alla digestione batterica e riciclo per usi civili e militari.

Secondo Greenpeace, le scorie radioattive “Possono rimanere radioattive per centinaia di milioni di anni ed emettono grandi quantità di radiazioni pericolose”. Le soluzioni tecniche più accreditate, come il riprocessamento, lo smaltimento nei fondali marini, il riciclo per usi civili e militari, l’invio sul sole e la “digestione batterica” non assicurano una diminuzione della loro pericolosità.

04 - Il nucleare è economico e competitivo

Per quanto riguarda i costi, il nucleare è conveniente se si costruiscono diverse centrali-fotocopia, come in Francia. Inoltre è necessario che le scorie siano gestite dallo Stato. Studi sia nazionali sia internazionali hanno dimostrato la convenienza dell’elettricità prodotta da nucleare rispetto a quella prodotta da fonti fossili.

Sulla rivista “Le Scienze”, John M. Deutch ed Ernest J. Moniz, professori presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), affermano: “Basandosi sulle esperienze precedenti oggi l’elettricità prodotta da nuovi impianti nucleari è più costosa di quella di nuovi impianti a carbone o a gas”.

05 - Le centrali nucleari non sono sicure

L’ambientalista britannico Mark Lynas ha affermato che “Le probabilità di un'altra Černobyl sono infinitesime, anche se il ricorso all'energia nucleare dovesse aumentare in tutto il mondo: le centrali sovietiche erano intrinsecamente insicure”. Le nuove tecnologie garantiscono oggi standard di sicurezza che prima non c’erano.

L’insicurezza delle centrali nucleari è ribadita da più parti, anche in realtà in cui la tecnologia nucleare è applicata da tempo. L’insicurezza delle centrali europee è emersa a seguito degli “stress test” compiuti dopo l’incidente di Fukushima: “su 145 reattori ben 54 sono stati costruiti senza prendere in considerazione il rischio sismico”. Situazione analoga si registra negli Stai Uniti.

06 - L’energia nucleare non comporta seri rischi per la salute

L’oncologo italiano ed ex ministro della sanità Umberto Veronesi ha osservato che il nucleare è “una fonte di energia che non comporta rischi per la salute”. Una serie di studi empirici hanno dimostrato che i tassi di mortalità e l’incidenza di patologie tumorali tra coloro che sono stati esposti a radiazioni nucleari è del tutto in linea con i dati medi relativi alle popolazioni di riferimento.

L’energia nucleare è nota anche per gli effetti nocivi per la salute. Il ricercatore Elio Giroletti ricorda che vi sono numerose patologie associate all’esposizione a radiazioni nucleari, dagli eritemi a diverse forme tumorali, da mutazioni genetiche alla sterilità. Studi scientifici internazionali sostengono che non esiste una soglia al di sotto della quale non si corre alcun rischio.

07 - L’energia nucleare contribuisce significativamente alla riduzione delle emissioni di gas serra e di CO2

L’utilizzo dell’energia nucleare non genera emissioni di anidride carbonica. Tale fonte energetica permetterebbe di rispettare gli obiettivi di politica energetica che la comunità internazionale ha fissato per il 2020. Una strategia energetica pro nucleare potrebbe apportare un significativo contributo alla risoluzione del problema del global warming.

Secondo Greenpeace, il nucleare non è in grado di conseguire le riduzioni di emissioni di gas serra necessarie a rispondere alla crisi climatica in tempi utili. Secondo il manifesto antinucleare 100 e più buone ragioni contro il nucleare, le centrali nucleari a regime, nelle diverse fasi di estrazione, depurazione e arricchimento dell’uranio, emettono notevoli quantità di anidride carbonica.