Bitcoin

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Tra il 2008 e il 2009 nasce la criptovaluta Bitcoin per opera di Satoshi Sakamato, probabilmente uno pseudonimo usato da uno o più programmatori.
Una criptomoneta è una valuta digitale creata per mezzo di computer che processano un algoritmo. Questo funge da moneta nel realizzare pagamenti online. Le criptomonete sono quindi il frutto di sofisticati e complessi calcoli matematici implementati attraverso la crittografia. La creazione e lo scambio di bitcoin avvengono attraverso il protocollo peer-to-peer ed esistono imprese di trading online la cui attività è incentrata sulla conversione delle monete virtuali in denaro contante. Secondo il documento ufficiale rilasciato dallo stesso creatore del bitcoin, Satoshi Sakamoto, la funzione principale della moneta è quella di permettere ai suoi utilizzatori di realizzare transazioni economiche senza l’intervento di un’istituzione finanziaria che faccia da terzo garante e che per questo imponga un prezzo addizionale alla transazione per il servizio svolto.
Il bitcoin ha riscosso un successo eclatante, attirando l’attenzione delle istituzioni finanziarie ufficiali, degli Stati e dell’opinione pubblica. Il bitcoin è accusato dai suoi detrattori di essere il mezzo d’azione privilegiato di speculatori e grandi corporation, nonché una moneta usata da criminali per l’anonimato nei pagamenti.

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TETTO AL CONTANTE

 
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Le criptovalute sono una clamorosa bolla speculativa

FAVOREVOLE

Per molti il bitcoin e le altre criptovalute non rappresentano una bolla speculativa, per cui i crolli di valore non devono spaventare più di tanto. Secondo Gian Luca Comandini, fondatore di Assobit, l’associazione di categoria degli imprenditori che investono nella moneta virtuale, bitcoin non è una bolla ma il futuro della finanza. Dello stesso parere Garrick Hileman, studioso del Centre for Alternative Finance dell'Università di Cambridge, che ha dichiarato che bitcoin potrebbe diventare la prima vera valuta globale. Infine, Alexander Lielacher, fondatore e caporedattore di “BitcoinAfrica.io”, ha elencato 5 ragioni per cui bitcoin non è da considerare una bolla speculativa.

CONTRARIO

Economisti di fama mondiale si sono schierati contro il fenomeno delle criptovalute, considerato nient’altro che una grossa bolla speculativa destinata a scoppiare. Stephen Roah, economista di Yale, ha messo in guardia gli investitori sui pericoli del mercato delle criptovalute proprio nel momento di maggiore crescita del bitcon, nel dicembre del 2017. Anche Nouriel Roubini, professore di Economia e Business Internazionale alla Leonard N. Stern School of Business, si è detto alquanto scettico nei confronti di bitcoin e altcoin, e ha auspicato una rapida regolamentazione del fenomeno. Ancor più dura l’analisi di Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia nel 2008, che ha affermato che la bolla finirà in tragedia per molti investitori e ha accusato i creatori delle monete di assecondare le necessità di criminali che sfruttano l’anonimato delle transazioni.

 
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Il bitcoin sta riscrivendo i mercati finanziari mondiali e si candida a diventare un modello di moneta alternativo al vigente

FAVOREVOLE

Il bitcoin prende sempre più piede nei mercati finanziari mondiali, proponendosi come una nuova forma di moneta sicura, veloce da trasferire e che non genera eccessivi costi di gestione. Favorirebbe lo sviluppo soprattutto di piccole-medie imprese e start-up e libererebbe, nella sua accezione più “rivoluzionaria”, le persone dal giogo finanziario imposto dalle tradizionali politiche monetarie.
Storicamente, governi e banche hanno sempre avuto il controllo sulla moneta, facendosi garanti delle transazioni economiche e imponendo così la fiducia verso il loro sistema. Il bitcoin ha invece alla sua base un sistema trustless: due persone fisiche che stanno effettuando una transazione economica non avranno più bisogno di demandare la loro fiducia a un ente terzo che faccia da garante, perché le garanzie verranno fornite dai medesimi calcoli crittografici che generano le monete elettroniche e regolano il loro funzionamento. 

CONTRARIO

BCE e Banca d’Italia ritengono il bitcoin una vera e propria minaccia potenziale alla stabilità finanziaria dell’Europa e alla sua politica monetaria. Secondo il giornalista Alessandro Plateroti, una volta che le istituzioni monetarie mondiali decideranno finalmente di muoversi in un fronte unitario e determinato contro il pericolo insito nelle virtual currency, daranno vita a una guerra senza frontiera. Per i detrattori del bitcoin, inoltre, i rischi insiti nella moneta virtuale sono molti anche per i singoli cittadini che vi investono. L’impalpabilità del mondo delle virtual currencies, infatti, si traduce in un’impossibilità nel reperire informazioni sicure circa il valore, i costi e il funzionamento di ogni singolo tipo di valuta virtuale. L’anonimato alla base delle transazioni realizzate in bitcoin, inoltre, non permette di potersi avvalere, nel caso, ad esempio, di una compravendita non andata a buon fine, del diritto di risarcimento previsto da un quadro giuridico di riferimento normalmente applicabile nei sistemi di pagamento tradizionali. Le stesse transazioni in bitcoin sarebbero pertanto irreversibili.

 
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Il bitcoin si presta bene a utilizzi illeciti

FAVOREVOLE

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Controbatti
CONTRARIO

I detrattori del Bitcoin e, in generale delle criptovalute, muovono accuse legate al grande utilizzo che se ne fa nel mondo criminale, per via delle sue caratteristiche, che lo rendono uno strumento appetibile per atti illeciti. Innanzitutto per l’anonimato. Le transazioni effettuate con i bitcoin non sono soggette alla giurisdizione degli Stati e quindi non hanno bisogno di essere autorizzate da un ente terzo: ciò garantisce l’anonimato alle persone che le stanno realizzando.
In secondo luogo, le transazioni vengono effettuate in pochi secondi (per evitare di essere intercettate) e sono irreversibili. Le operazioni realizzate con i bitcoin non hanno limiti quantitativi né limiti geografici: sfruttando le potenzialità della rete internet possono essere realizzate in pochi secondi. Per tutti questi motivi le autorità giudiziarie non riescono a tracciare i flussi finanziari. Il caso più eclatante di utilizzo di bitcoin per atti illeciti è rappresentato dalla vicenda del sito Silk Road, vero e proprio Amazon per vendita e acquisto di droga, armi e pornografia. Il sito, che era raggiungibile tramite Tor nel Deep Web, è stato chiuso nel 2014 e il creatore è stato arrestato.

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