Realizzazione della TAV Torino-Lione

La disputa intorno alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità, TAV, che collega Torino a Lione, vede contrapposte due correnti di pensiero: Sì Tav-No Tav. I dubbi su quest’opera si fondano su questioni relative ai costi dell’opera stessa, alla sua effettiva utilità e al rischio ambientale e paesaggistico che ne deriva.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - I costi per la costruzione della tratta ferroviaria Torino-Lione sono sostenibili e non eccessivi per lo stato italiano in un’ottica di espansione europea

La questione più importante e più spinosa è sicuramente quella relativa al costo del progetto. Il presidente del consiglio Matteo Renzi, intervistato il 17 Settembre 2014, ribadisce: “Mi pare di capire che da parte francese ci sia un problema che riguarda il finanziamento per i prossimi anni […] ma si procede”.

All’interno del cosiddetto “movimento No Tav” prevale la tesi secondo cui l’opera necessita di una spesa enorme da parte dello Stato: i costi sono spropositati rispetto all’effettiva funzionalità della linea e non sembra fuori luogo prevedere un raddoppio dei costi di tutta l’opera e ipotizzare, di conseguenza, un onere per l’Italia di almeno quaranta miliardi di euro.

02 - L’infrastruttura ferroviaria Torino-Lione non danneggia l’ambiente ma anzi lo salvaguarda rispetto alle odierne strutture

Il senatore Esposito del PD raccoglie in un libro numerosi dati che chiariscono come l’impatto ambientale e il rischio geologico risultino irrisori rispetto ai vantaggi della TAV. Le prime stime riguardo agli effetti dei cantieri sull’atmosfera erano errate. Il movimento No Tav ha strumentalizzato l’errore per alimentare la polemica sulla pericolosità, più volte ufficialmente smentita.

La Val di Susa è molto popolata, è, quindi, indispensabile accertarsi sui rischi a cui sono esposti gli abitanti. Esiste la problematica della gestione delle eventuali scorie e rifiuti tossici che dovessero emergere dagli scavi; l’ambiente e il paesaggio saranno stravolti da rumori, polvere, inquinamento, con possibili ricadute sulla salute pubblica, grossi fabbisogni energetici e idrici.

03 - La TAV in Val di Susa non è giustificata dal rapporto utilizzo futuro costo dell’opera

La domanda di trasporti crescerà con la costruzione dell’infrastruttura, com’è già successo con il traforo del Fréjus. Una crescita che seguirà l’aumento del PIL dei paesi interessati, ma che riguarderà anche il traffico passeggeri, grazie ai brevi tempi di percorrenza e alle tariffe competitive. L’opera sarà un’opportunità di crescita per l’Italia e per i comuni interessati.

Il costo della linea mista ad alta velocità Torino-Lione non è adeguato all’effettivo utilizzo che garantirà l’opera; infatti, la tratta Torino-Lione non è sfruttata, se non in minima parte, neanche ora che esiste un percorso autostradale. Non è quindi utile spendere soldi pubblici per costruire un’infrastruttura che risulterà nel futuro prossimo pressoché inutile.

04 - La nuova linea ferroviaria Torino-Lione è stata discussa dall’Unione Europea e si inserisce in un programma di modernizzazione infrastrutturale

L’UE si è espressa in favore della realizzazione della TAV e ha stanziato fondi per gli stati, Italia compresa, coinvolti nel progetto. L’infrastruttura è centrale nel programma di integrazione commerciale voluto dall’Europa e di modernizzazione del trasporto passeggeri e merci. L’esistenza di un fronte di protesta così feroce, come quello No Tav, è indicativo di un paese non vuole modernizzarsi.

L’Italia non può avvalersi dei fondi UE, poiché, per poter utilizzare tali agevolazioni, dovrebbe versare circa 800 milioni di euro: cifra troppo alta per lo Stato, che finirà per non poter concludere l’infrastruttura. È impensabile investire fondi così cospicui nella realizzazione di un’opera di dubbia utilità e di impatto ambientale così elevato.

05 - L’Osservatorio non rappresenta tutti i comuni interessati. Diverse parti di rappresentanza sfavorevoli all’opera sono state escluse

Il tavolo di confronto sulla TAV, realizzato nel 2006 sotto il nome di “Osservatorio”, ha garantito il confronto e la decisione comune fra le parti. Alcuni comuni della Val di Susa, però, hanno deciso unilateralmente di uscire dal tavolo del dibattito. Risulta evidente, perciò, che tali comuni non hanno interesse nel dibattito riguardo le modalità di costruzione della nuova infrastruttura.

L’Osservatorio ha rappresentato unicamente i comuni favorevoli alla realizzazione dell’opera e non ha concesso a quelli contrari di dialogare in un’ottica organizzativa. I cittadini della Val di Susa si sentono in dovere di protestare contro le decisioni prese dall’Osservatorio in quanto esse rispecchiano solo il volere della classe dirigente e politica che ha appoggiato la costruzione della TAV.

06 - La commissione per valutare l’avvio dei lavori nella zona di Torino istituita dal sindaco Appendino è di parte

La commissione per valutare l’avvio dei lavori per la Tav nella zona di Torino istituita dal neo sindaco Appendino, del Movimento 5 Stelle, è di parte e composta da studiosi addirittura militanti del movimento No Tav.

Chiara Appendino in campagna elettorale aveva promesso di rappresentare le ragioni dell’opposizione alla Tav. Con l’istituzione della commissione per la zona di Torino lancia un forte segnale al governo e ai sostenitori dell’opera.