Sostenibilità delle energie alternative

La discussione sulle fonti di energia alternativa risulta centrale nel dibattito economico, ambientale e sociale a livello mondiale. Gli aspetti toccati sono molteplici, da quello economico (i costi degli incentivi statali e i costi in bolletta); l’impatto estetico-visivo sui paesaggi; la sostenibilità sociale; le ripercussioni sull’occupazione; i possibili conflitti di interesse.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - Lo sviluppo e la diffusione degli impianti di energia alternativa sono subordinati e soggetti agli interessi delle lobby del carbone e del nucleare

Lo sviluppo delle energie alternative è ostacolato dalle lobby del carbone e del nucleare, che mirano a difendere i propri interessi. In Italia, secondo Greenpeace, Enel ed Eni investono poco nelle rinnovabili e fanno pressione per ottenere sussidi. In particolare Enel, cerca di compensare i mancati introiti del funzionamento delle sue centrali termoelettriche attraverso soldi pubblici.

Legambiente è una lobby legata al settore delle fonti rinnovabili. L’associazione gestisce affari attraverso la società Azzero CO2 e partecipazioni azionarie in Sorgenia. Tutto ciò genera una serie di conflitti d’interesse. Ne sono un esempio le quantità di incentivi per le rinnovabili. Coinvolte anche le banche che in tali finanziamenti trovano una lucrosa alternativa al credito tradizionale.

02 - Investire nelle fonti di energia alternativa avrebbe un impatto positivo nel settore occupazionale con la prospettiva della creazione di nuovi posti di lavoro

Lo sviluppo delle energie alternative porta le imprese ad assumere nuove professionalità, creando nuovi posti di lavoro. La crescita di incentivi nell’eolico e nel fotovoltaico ha portato 1,2 milioni di posti di lavoro in più nel mondo. In Italia, le rinnovabili hanno fornito occupazione a 150 mila persone. Per il futuro, l’eolico ha un potenziale occupazionale al 2020 di 67.000 posti di lavoro.

Le energie alternative hanno una bassa densità di occupazione. I soldi investiti in tale settore vengono tolti ad altri settori, sottraendo risorse da ambiti ad alta intensità di occupazione, creando così un danno economico.

03 - L’energia alternativa può sostituirsi all’energia tradizionale e servire tutta la popolazione mondiale

Le rinnovabili producono il 22% dell’energia elettrica su scala mondiale. A causa dell’urbanizzazione, della crescita della popolazione, delle problematiche di approvvigionamento energetico e dello sviluppo economico, le economie emergenti investono sempre più nell'energia rinnovabile. Questi investimenti ha portato anche benefici sociali, creando circa 1,2 milioni di posti di lavoro nel mondo.

Se nei paesi ricchi è lecito imporre dei vincoli per l’utilizzo di fonti rinnovabili, nei paesi poveri il concetto deve essere mitigato. Le energie rinnovabili hanno una bassa densità di occupazione. Secondo i dati dell’IBL del 2010, 1 posto di lavoro creato con investimenti in energia eolica diventa 4 posti di lavoro in attività generiche. Nel caso dell'energia fotovoltaica i posti diventano 6.

04 - Gli impianti di energia rinnovabile rispettano i protocolli d’intesa con le associazioni ambientaliste e, dunque, arricchiscono senza danneggiare il paesaggio

L’idea che gli impianti di energia alternativa provochino danni al paesaggio non trova alcun riscontro. Osservando le regole per il corretto inserimento degli impianti, il suo impatto oltre a non essere irreversibile, non danneggia. Inoltre, le aziende che installano impianti eolici hanno l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi al termine della vita dell’impianto.

Gli impianti di energia eolica e fotovoltaica danneggiano il paesaggio. Le pale eoliche rallentano i venti, modificando le condizioni climatiche e influendo sulla vita di alcune specie animali. Secondo la Coldiretti, le torri eoliche in Italia hanno desertificato ampi territori e sottratto terre alle coltivazioni e al pascolo, oltre ad aver tolto attrattiva turistica ai territori.

05 - L’utilizzo delle energie alternative permette una notevole riduzione di emissioni di elementi inquinanti rispetto ai combustibili fossili

Il pianeta non può più reggere l’immissione di inquinanti derivati da fonti fossili. In base al Protocollo di Kyoto, i paesi industrializzati sono obbligati a ridurre le emissioni di tali elementi. L’utilizzo di energia alternativa garantirebbe tale vincolo, soprattutto con l’utilizzo del fotovoltaico e dell’eolico, che producono energia pulita, senza alcuna emissione di elementi inquinanti.

L’uso delle rinnovabili accresce il livello di emissione di CO2. Sia l’eolico che il fotovoltaico utilizzano metalli, la cui lavorazione genera sottoprodotti radioattivi. Se le somme investite nelle rinnovabili fossero utilizzate in altro modo (ad es. costruzione di linee metropolitane) la diminuzione di CO2 sarebbe maggiore. L’unico modo per ridurre le emissioni è ridurre gli sprechi.

06 - Il costo di produzione delle energie alternative è più basso di quello dell’energia generata dai combustibili fossili

I combustibili fossili sono obsoleti e i costi di tali energie sono più alti rispetto ai costi delle energie alternative. Secondo l’IREX, rapporto realizzato da Althesys, gli investimenti nel settore fotovoltaico ed eolico in Italia hanno portato un vantaggio economico che potrebbe aumentare, considerando anche il risparmio dovuto alla riduzione della dipendenza energetica da altri paesi.

Gli alti costi dell’energia tradizionale sono un falso problema. Il guadagno pronosticato dall’Istituto Althesys, per gli incentivi alle rinnovabili è sbagliato. Le rinnovabili hanno una serie di costi non facili da misurare. In Italia, gli incentivi sono in larga parte a carico degli utenti. Una soluzione più economica è quella del gas naturale che in America costa un quinto delle rinnovabili.